sabato, 25 ottobre 2008

Mille?

...no, fondamentalmente non penso affatto di valere mille! Ultimamente il valore che mi sto dando è parecchio basso, per tutta una serie di circostanze. Però se questo 'valore basso' può servire in qualche modo a farmi toccare il cielo con un dito, anche se solo per pochi istanti... io, ecco... preferisco valere zero.

L'altra sera ripensavo alla mia vita, davanti ad un panino caldo. Ascoltavo paziente le lamentele del mio fidanzato e dentro di me quasi esplodevo, pensavo che non è giusto tutto questo, io e lui avremmo diritto ad una megarivincita nei confronti della vita; ci dovrebbe restituire almeno la metà di tutto ciò che ci ha tolto! Mi sono ritrovata all'una di notte, ad urlargli in faccia pezzi di dolore, con il respiro rotto e le lacrime che scendevano a fiumi, perchè ogni tanto mi ritrovo a ricordare, a riparlarne e tutto torna a far male come se non fosse mai passato. Vi basterà scorrere l'archivio per accorgervi che con la storia della mia vita vi ho già ammorbati più volte, quindi non intendo rifarlo. La verità è che adesso non capisco neanche cos'è che fa male, di preciso. Non mi capisco e mi stupisco di me, perchè nel bene e nel male capirmi - un minimo - è stata una delle poche cose che son sempre riuscita a fare. Adesso vorrei non essere me, vorrei... non lo so neanche io cosa vorrei... è tutto talmente confuso ed irreale che forse non c'è bisogno di spiegare a parole. Solo io dovrò convivere con questo fardello che mi trivella il cuore!
Oggi, tornando a casa, ho osservato gli uccelli che migravano... erano tantissimi! Li guardavo e avrei tanto voluto essere uno di loro. Loro possono fuggire via nonappena il clima si fa sconveniente, senza dover dare spiegazioni, senza lacrime, senza rimpianti. E con un battito d'ali cominciano il loro viaggio, si avvicinano al mare e scaldati da un nuovo sole potranno continuare, lasciandosi alle spalle il freddo. Questo freddo pungente che ha colto alla sprovvista me, invece, non lo potrò allontanare tanto facilmente, questo freddo lo scalderò, ma lascerò che mi pervada, fino all'ultima parte del mio essere, fino a dove vorrà, fino a dove riuscirò a farlo arrivare...
Ho comprato un nuovo libro, qualche rivista e gommine fragola e lime, nella speranza di distrarmi e di creare un mondo dove poter ritrovare la Aly di qualche mesetto fa... immersa nei suoi scazzi giornalieri, ma comunque spensierata. Invece ogni cosa mi congela; mi si gela il sangue e non riesco a trovare nessun abbraccio che possa riscaldarmi, perchè per quanto forte e caldo possa essere l'abbraccio del mio amore, il freddo è più forte, più potente e mi ghiaccia mente e cuore e tutto si scioglie solo per un istante, quando qualche nota nell'aria si fa più alta...
Lunedì sarà il mio compleanno, però quest'anno ho deciso di non festeggiare. Non ho chiamato nessuno, non ho comprato nessun bel vestito e non ho voglia di 'brillare' tra la gente.

Brillerò dentro al mio letto, cercando di non sentire troppo freddo.

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lunedì, 20 ottobre 2008

15.10.08

Resoconto doveroso di una serata magica.

Mercoledì un raggio di sole è venuto a solleticarmi sul piumone e mi ha costretta ad alzarmi più presto del solito. Poi, prepararmi con un sogno nella testa è stato più facile, più bello.
Sapore di mielecaffè in bocca, occhiali da sole, temperatura ottimale e voglia, tanta voglia e curiosità.

io e susi.

I chilometri son passati velocemente, così come i caselli e i minuti. Io e Susi abbiamo ammazzato la noia, spiaccicate nei sedili dietro, giocando alle parole crociate. Neanche il tempo di sollevare la testa dai nostri trastulli che le piazzole verdi e simpatiche di Mendrisio ci annunciavano il nostro arrivo.
Un giretto veloce dentro l'Outltet, una crostatina di ciliegia per due, qualche fotoricordo, poi finalmente arriva la sera. Sono solo le sette, ma l'idea degli altri è quella di andare a controllare se per  il tavolo prenotato è tutto ok, così, tra i miei lamenti: 'potevamo farlo ancora un giretto, son solo le sette!', entriamo.

Birraria.

Entrando, rimango incantata nel vedere il locale vuoto e loro già sul palco. Il battito inizia ad accellerare, li guardo, poi guardo Marco e accenno un bacio e un saluto, che lui ricambia. Ci accomodiamo al nostro tavolo, posizionato in un angolino piuttosto remoto della sala, ma abbastanza vicino al palco. Ordiniamo l'aperitivo della casa, mentre loro continuano a cantare ed io, sorseggiando il mio cocktail, mi perdo dentro a voci conosciute e amate.
Vorrei darmi un pizzicone per riuscire a capire se è tutto un sogno o se è così. Missà proprio che è così, penso, sono lì davvero e sono ragazzi semplici, come noi. Proprio mentre mi ritrovo persa nei miei sfarfallii mentali, Marco si avvicina al tavolo e saluta tutti. Quando gli stringo la mano lo faccio con semplicita, perchè dal solo modo in cui si è presentato, ho capito che non è il classico Vip che si sente arrivato e che, per forza di cose, ti mette un po' di soggezione. Zero soggezione, semplicità assoluta, come un saluto tra conoscenti, due chiacchiere frettolose anche con Gabri e Vetro, qualche scatto imbarazzato - Lo testimoniano i miei zigomi rossi - e osservarli mentre si allontanano; chitarre alla mano e passo calmo, ma sicuro. 
Il cocktail è finito, rimane solo la frutta nel fondo del bicchiere, e vedo che gli altri si accaniscono ad acchiapparla con le cannucce. Io non la voglio, allontano da me il bicchiere stracolmo di chicchi d'uva e mi perdo in un lunghissimo sospiro.

Io con gli Studio3.

Io e il Ventu. =)

E' arrivato il momento di ordinare, ma da questo punto in poi non son stata capace di far più nulla con lucidità, ero troppo agitata, eccitata e impaziente di vederli salire sul palco. Ho ordinato un piattino leggero e una Vice. Ho mangiato senza capire bene, senza sentire sapori e con un continuo bisogno di nicotina - per placare altro, credo -, così ogni 2x3 mi allontanavo traballante sui tacchetti per raggiungere il terrazzo e tranquillizzare l'anima a colpi di catrame.
Alle nove e mezza passate da pochi minuti, eccoli arrivare, li seguo con lo sguardo, fin sopra il palco e da lì son state solo emozioni, emozioni di quelle che ti spaccano il cuore. Qualche sorriso a favore di camera, tanti flash, gridolini provenienti da tutte le angolazioni del locale. Strizzo gli occhi per un attimo e ordino un'altra birra. Ho cantato, con una sensazione insolita che mi tappava la gola e ho lasciato che qualche lacrima scendesse, silenziosa, celata. Non sono stata una fan partecipe, che si butta sotto il palco, canta, balla e scatta foto, forse perchè ero troppo imbarazzata o forse perchè non fa parte del mio carattere. Sono stata un'ammiratrice, vi ho ammirati e ho preferito farlo da lontano, emozionarmi e cercare sguardi - occhinegliocchi - che forse non ho trovato, ma che infondo valgono più di mille grida di apprezzamento. E tu... non ho urlato il tuo nome, perchè tanto non avresti distinto la mia voce tra tante. Però ti avevo chiesto un abbraccio, commentando una tua foto, tempo fa, e quell'abbraccio son riuscita a rubartelo, anzi, due! Mi è bastato questo. Niente pezzi di carta, niente cimeli. Mi è bastato il tuo abbraccio... e il tuo sorriso accanto al mio su una foto che... resterà.
Sicuramente non avrò reso l'idea con queste poche parole. Le emozioni, quelle vere, sono sempre un po' difficili da descrivere, ma spero di aver trasmesso anche a voi che leggete un po' del mio sprazzo di felicità.

Quindi grazie ragazzi e grazie anche alle 3 magnifiche persone che mi hanno accompagnata.

Vi adoro.

|| sospiri di bambola || 15:02 || commenti (4) || myspace ||


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sabato, 18 ottobre 2008

Potrei #

Ho cenato da poco e ancora non ho avuto il coraggio di infilarmi il pigiama, ho brividi lungo tutto il corpo e quello che proprio mi ci vorrebbe è un caldo abbraccio. Invece son qui, sola davanti ad un monitor, ad ascoltare un cuore che non riesce a farsi capire, sento le sue lacrime, ma non so come aiutarlo. Stavolta si è inalberato in una situazione quasi disumana, stavolta sto cazzo di cuore ha davvero esagerato! Quindi son contenta di avere questo febbricitante umore da moribonda, che mi aiuta a celarmi dietro al mio pessimismo cosmico e a non ascoltare nessun tipo di sintomo deriviante da un qualsiasi organo situato dentro di me. Vorrei cambiare, vorrei crescere un po', riuscire a capirmi. Potrei accontentarmi, continuare con lo stile tanto carino e accondiscendente che pare funzionare a dovere, potrei continuare ad essere il simpatico robot di chiunque e lasciare nascosta un'anima che sa sognare in grande, ma in grande davvero. Potrei fare tante cose, che forse non mi appartengono, ma che agli altri stanno benissimo e che inevitabilmente finisco per fare. Inevitabilmente continuo ad essere trascinata dagli eventi e mi domando quando cazzo lo troverò il coraggio di prenderle io, e a testa alta, le redini della mia vita.
Non sono diventata grande, perchè se lo fossi, alla soglia dei miei 23, disporrei di un po' più di polso e tenacia. Gli anni continuano a passare ed io lascio che tutto accada senza batter ciglio. Lavoro, casa e divertimento... davvero pochissimo. Eppure questa non dovrebbe essere quell'età che non torna? Quell'età dove quasi tutto è concesso perchè: questo è il nostro unico e solo decollo. E' un volo all'interno di una vita che pare essere suddivisa, pare essere davvero poco eterna, ed io il mio volo lo sto percorrendo a bassa quota e ferendomi in continuazione. Anche io voglio decollare, voglio sentire emozione e il cuore battere, ancora e ancora... Adesso avrei proprio voglia di prendere la macchina, andare sola lungo il fiume e gridare! Un fortissimo urlo liberatorio, che tutti dovrebbero sentire. Forse così la mia anima si darebbe una svegliata e potrebbe gettare nel fiume questo impermeabile di apatia che le ho messo sù. Eppure... eppure credevo di essere più forte. Ne ero fermamente convinta, mentre ora mi ritrovo arresa, arresa a ventitre fottutissimi anni. Che qualcuno mi dia una botta in testa, per Dio!
Il lavoro procede e il freddo ancora non arriva. Le mie ossa sono sempre più cedevoli e la voglia di relax mentale è tanta, è sempre di più. Sento un costante bisogno di solitudine, di ritrovare spazi miei, anche se poi li sfrutterei solo per dar sfogo a lunghi pianti, col viso spiaccicato sul cuscino. Ci lascio un po' di me dentro al letto quando mi alzo, perchè in realtà la ragazza struccata e trasandata che va, disciplinata, tutti i giorni a lavoro, altro non è che un clone di quella che potrei, dovrei, essere.
Intanto il sorriso che mi dà speranza sta sempre qui, dentro ai miei occhi, ed io con questo vago barlume di luce che ho fatto mio, tenterò di passare al meglio possibile l'ennesima notte inutile. Una delle tante passate e una delle tante che ancora verranno. E' un'illusione a tenermi inpiedi... ma meglio che niente, no?

|| sospiri di bambola || 01:26 || commenti (5) || myspace ||


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sabato, 20 settembre 2008

Non buttare via nemmeno un attimo della tua età...

Ho detto una bugia, non sto dormendo affatto e per adesso non ne ho nessuna intenzione. Lo so che domani mi dovrò svegliare presto e dovrò lavorare fino a tardi, ma i pensieri non mi danno tregua... non mi lasciano respirare.
Adesso tutto dovrebbe essere più tranquillo; il freddo punzecchia la pelle e le serate di lavoro sono praticamente un vecchio ricordo. Adesso dovrei essere contenta, perchè sta arrivando il mio meritatissimo riposo. Potrò iscrivermi in palestra, a nuoto, potrò iniziare seriamente con le guide e tutte queste belle cosette che mi ero prefissata. Il problema è che c'è un'infelicità di fondo in me, che non se ne va. Una continua ricerca di qualcosa... che non so neanche io cos'è. Perchè guardo la mia vita e mi chiedo 'tutto qui?', guardo la mia vita e aspetto qualcosa che probabilmente non arriverà mai. Perchè la realtà è che nessuno mai ti regala il tuo colpo di scena, nessuno ti impacchetta una lacrima di gioia per poi porgertela quando meno te lo aspetti. Eh no. Queste cose succedono solo nei film! La mia realtà è programmata, quasi meccanica. Grazie ed arrivederci.
Io non voglio vivere la vita degli altri, io voglio costruirmi la mia strada. In America non ci voglio andare, perchè ho paura, perchè sono ancora troppo fragile, ed il suo modo di reagire non fa che rafforzare la mia decisione. Voglio restare qui, tra le mie quattro mura cadenti con il televisore sgangherato, con le montagne di vestiti stropicciati, con la lampada nuova, con la pappa pronta che non c'è mai, con una madre troppo presa da sè, con una sorella che sta crescendo, con qualche sogno che si sbriciola tra le dita e la speranza che tutto questo 'schifo' che mi circonda possa, per merito mio, diventare qualcosa di grande, prima o poi.
Ricordo con dolcezza Gaia con la bocca sporca di sugo; lasciavo che si aggrappasse a me, che in realtà ero la prima ad avere bisogno di un appoggio, un appoggio che non ho mai trovato, un appoggio che alla fine non mi seviva neanche più, perchè sono diventata io il migliore appoggio che potessi immaginare... e la sua mano piccolina dentro la mia mi ha regalato, tanto tempo fa, quella lacrima di gioia, ma anche tanta amarezza. Un senso di inutilità costante e un bisogno estremo di proteggerla. Eravamo sole e chi doveva starci vicino troppo preso dai suoi sbagli. Ci raggomitolavamo nella moquette tenendo forte il musone di Silver e cercavamo di essere forti.
Adesso Gaia ha cominciato le medie, si sistema i vestiti ben piegati la sera e il corso lo attraversa da sola. Da sola si compra il gelato e si affitta i film. Da sola si trucca, si sistema i capelli e si spruzza il profumo che le piace di più. Forse ha dei nuovi amici, forse le piace qualche ragazzino biondino, forse sarà scema come la sorella e s'innamorerà sempre del più sbagliato. Quello che so è che non ha più la bocca sporca di sugo e non la vedrò mai più saltellare sul divano guardando il video dei Five, non la sentirò mai più dirmi 'Lessi, ho fame!'. E' cresciuta, è diventata alta e bella e canta con me a squarciagola le canzoni degli studio3. Cazzo se è cresciuta! Ed io nel vedere lei così cambiata faccio i conti all'indietro e mi rendo conto di non aver concluso un cazzo.
Poi... bè, mi aspettavo un bel viaggetto tutto relax e mare per il prossimo inverno, insieme a lui. Un viaggetto per raccogliere i cocci e magari scaldarli al sole. Invece l'America ha la precedenza ed io dopo un anno di lavoro, dopo aver rinunciato al rinunciabile per essere sempre presente e disponibile per lui - semplicemente perchè lo amo - so già che resterò qui a marcire. Poco male comunque, quei giorni lontana da lui mi serviranno per pensare e per valutare se vale la pena di portare avanti questa storia, dal momento che la sua intenzione è quella di trasferirsi definitivamente. Se ne vuole andare, questo è sicuro, tanto quanto è sicuro che io non lo seguirò. Quindi qualcosa non aggancia... qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto.
Un altro dei pensieri che mi tormenta è la mia nonna. E' di nuovo in ospedale, ha 93 anni e ho il terrore di ricevere quella telefonata... quella telefonata che ricevetti anni fa per mia zia. Lo so che la sua vita l'ha vissuta e balle varie... ma è sempre mia nonna; la mia nonna che fa l'uncinetto mentre dorme e che possiede le mie foto più belle. La nonna delle passeggiate sul Po per dare da mangiare alle paperelle e per raccogliere i fiori. La mia nonna. La nonna che abbraccia gli alberi e che fino a novant'anni si è fatta tutti i giorni quattro piani di scale, a salire e a scendere, per andare in chiesa. Lo so che perderò  anche lei... e sarà un altro punto fermo della mia vita che mi abbandona. Svanirà anche lei, insieme al sorriso di mia zia, insieme alla piccola Gaia col muso sporco di sugo. Ed io continuo ad accendere sigarette, a respirare catrame e a mangiarmi il fegato a pezzetti. Tremo, per la paura di sbagliare. Tremo perchè vorrei reagire ma l'apatia mi blocca, così aspiro anche il filtro, senza rendermene conto, sento tutto un po' più amaro e ingoio questo miscuglio di ricordi e paure nella speranza di un risveglio spensierato. Perchè domani dovrò regalare ai miei clienti ancora tanti sorrisi di cartone, perchè tanto della tua anima bucata non frega nulla a nessuno.

...anche se hai momenti in cui vorresti andare via...#
Capire cos'è che muove il mondo e gli dà un senso.
Ma dietro i pensieri la vita và...

|| sospiri di bambola || 04:59 || commenti (7) || myspace ||


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Lei


Alessia. Aly. Sweet shine. CottonCandy. Incredibile romantica. Sguardo cattivo. Ventiduenne. Torinese. Juventina. Scorpioncina DOC. Drogata di caffeina. Ginaholic. Fumatrice pentita. Sigarette aspirate fino al filtro. Sincera. Sfacciata. Contraddittoria. Paranoica. Ansiosa. Pigra. Pessimista. Lamentosa. Lunatica. Solare. Creativa. Sognatice con i piedi per terra. Innamorata dell'amore. Dalla cottarella adolescenziale facile. Cattiva a tratti. Diffidente. Permalosa. Capricciosa. Immatura sotto certi aspetti, troppo matura sotto altri. Sicura e fragile. Temeraria. Non ha voglia di crescere. Vuole averla sempre vinta. Vasco dipendente. Affetta da shopping convulsivo. Dolori alle ossa persistenti. Nottambula. Fame nervosa. Labbra imperfette al sapore di fragola. Lisci capelli di miele. Gambe corte, ma lunghe. Un piercing sulla lingua e uno all'ombelico. Anima tatuata. Broncio e braccia conserte. Mani intrecciate sulle ginocchia. Troppo bisogno di amare ed essere amata.

Ama

Le coccole. Fare l'amore. L'estate. Il mare. La Sardegna. L'abbronzatura dorata. I ghiaccioli all'anice. Camminare a piedi nudi sulla sabbia. Fare i tuffi dagli scogli. Stare sdraiata sulla riva quando ci sono le onde alte. Una tazza di caffè fumante appena sveglia. Il rumore della pioggia. L'imbrunire. Londra. Le caramelline latte e menta. La liquirizia. Lo zucchero filato. L'Estathè al limone. Il frullato di mela. La granita all'anguria. I passati di verdure fumanti. Il prosciutto crudo. Le pesche noci - dure e aspre -. Le minigonne di jeans. I tacchi vertiginosi. I piercing poco vistosi. Angel. Ridere di gusto. Piangere in silenzio. Addormentarsi sorridendo. Avere qualcosa per cui sorridere. Stare sdraiata nel sedile posteriore di un'auto e guardare i palazzi a testa in giù. Lo smalto rosso. Le brioches appena sfornate. Il succo di frutta alla pesca. Il sapore del sale sulla pelle. La torta di fragole. le lenzuola fresche. Un letto pronto per me, dopo una giornata di lavoro. Saper fingere. La strada polverosa per il mare. I girasoli. L'odore degli asciugamani stesi al sole. Le margherite. Le moto. Correre. Il cielo stellato. La notte. I primi brividi. Le candele profumate. L'odore dei libri nuovi. La luce del faro di Torre Grande. Leggere. Ballare. Fare fotografie. Le bolle di sapone. Camminare mano nella mano con qualcuno di speciale. Essere guardata. Le lunghe telefonate notturne. Gli SMS della buonanotte. Le sbornie del Sabato sera. Una Malboro light tra le dita. I cocktail analcolici fruttati. Il GinLemon. Gli amici. La sua musica. Le canzoni che portano con sè un ricordo. L'anello che non toglie mai. Perdersi guardando l'orizzonte. Svegliarsi e scorgere da uno spiraglio della finestra che c'è il sole. Ma più di tutto, ama se stessa.

Odia

Deludere sua madre. Venire delusa. L'insonnia. I sonniferi. Le medicine in generale e doverne dipendere. Le illusioni. Gli insetti. La solitudine. Gli ipocrtiti. L'invidia della gente. Le persone prive di personalità. I giudizi dati a sproposito. Le distanze. La fine di una storia importante. I ricordi che fanno male. I pullman affollati. Il freddo. L'odore dei finocchi bolliti. Il grigiore di città. I rimpianti. Le occasioni perse. Gli anni che passano. I calli e i tagli sulle mani. Lavorare troppo. La gente maleducata. L'odore del latte. Le unghie che si rompono in continuazione. I lividi. Le malattie. Avere fretta. Avere paura. Avere voglia di tutto quello che non c'è.

Libri

Di altre rive (Colum McCann). La ragazza che non era lei (Tommaso Pincio). Veronika decide di morire (Paulo Coelho). La bella di Cabras (Enrico Costa). Trainspotting (Hirvine Welsh). Gli ultimi cinque secondi di Mussolini (Pisanò Giorgio). Arrivederci ragazzi (Louis Malle). A sud delle nuvole (Wally Lamb). Il diario di Anna Frank (Anna Frank). Se questo è un uomo (Primo Levi). Le sorelle Hunt (Elisabeth Robinson). I love shopping (Sophie Kinsella). Lo sai tenere un segreto? (Sophie Kinsella). Brilla una stella (Danielle Steel). Tre metri sopra il cielo (Federico Moccia). Ho voglia di te (Federico Moccia). Madame Bovary (Flaubert Gustave). La ragazza con l'orecchino di perla (Tracy Chevalier). Bruciata viva (Suad). Alla ricerca delle coccole perdute (Giulio Cesare Giacobbe). Diario di una ninfomane (Tasso Valèrie). Tokyo Blues (Haruki Murakami).

Film

Reservoir Dogs. Full metal jacket. Clockwork Orange. Lolita. The Truman show. Schindler's list. American History X. Teste rasate. The believer. The virgin suicides. Girls, interrupted. La vita è bella. The butterfly effect. What a girl wants. Trainspotting. La haine. Gothika. Match point. Profondo rosso. Corpse Bride. The nightmare before Christmas. Mary per sempre. Ragazzi fuori. Alice, in wonderland. Edward Scissorhands. Saw. Le fabuleux destin d'Amélie Poulain. Shrek. Le fate ignoranti. The green mile. Che ne sarà di noi. Come te nessuno mai. Moulin rouge. Billy Elliot. The endless story. The snatch. Donnie Brasco. Shining. Monster. Click. Fluke. Breakfast at Tiffany's. Paris, when it sizzles. Two on the road. Sabrina. Million dollar baby. Funeral party. The Pursuit of Happyness. Bad boys. the sixth sense. Catch me, if you can. Stand by me. Ghost world. The big Kahuna. Animal factory. Closer. Leon. Sex and Death 101. About a boy. Rattatouille. Road to Perdition. Natural born killers. Seven. Juno.

Musica

Vasco Rossi. Subsonica. Sonic Youth. Afterhours. Placebo. Ligabue. De Andrè. Gianna Nannini. De Gregori. Venditti. Queen. Dire Straits. Oasis. U2. Linkin Park. Beatles. Lucio Battisti. Rolling Stones. The chemical brothers. Franz ferdinand. The Verve. Red hot chilli peppers. Blur. Bon Jovi. Savage Garden. Massive attak. Garbage. Negrita. Le vibrazioni. A1. Westlife. Studio3. Mina. Anna Oxa. 3 doors down. Nickelback. Jovanotti. Samuele bersani. Otto Ohm. Bugo.

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